domenica 30 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Lupus in fabula:

Letteralmente molti traducono "il lupo nella favola", riferendosi all'aneddoto secondo il quale, mentre si stava narrando la favola del lupo e del suo attacco all'uomo e al gregge, improvvisamente compariva veramente sull'uscio la crudele belva, seminando terrore tra gli attenti, ma  inermi ascoltatori; altri invece,  pur non allontanandosi dal messaggio descritto, nella traduzione si rifanno all'originario significato di "fabula" , che vuol dire "favella" e rendono l'espressione con l'italiano "il lupo nella favella", cioè  "il lupo mentre stai parlando". Nell'uno o nell'altro caso il modo di dire è usato quasi come un saluto, rivolto alla persona che improvvisamente arriva in un consesso di amici e colleghi, proprio mentre si sta parlando di lui.  

sabato 29 giugno 2013

Latino, lingua viva dell'Italiano

Refugium peccatorum:

Letteralmente  corrisponde a "rifugio dei peccatori". E' un versetto preso dalle litanie della Vergine, usato per indicare il luogo, l'ambiente in cui trovano la loro realizzazione di vita e di lavoro coloro che valgono poco e in un certo senso sono il rifiuto della società. L'espressione è spesso usata anche in tono scherzoso per indicare la persona generosa a cui tutti ricorrono nei momenti difficili.

venerdì 28 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

In toto.

L'aggettivo latino "totus-a-um" significa "tutto", "tutto quanto", "tutto intero" e viene usato per esprimere concetti di grandezza o di dimensione, di continuità o compiutezza, considerati nella loro totalità, a differenza di "omnis-e", che pure "tutto" significa, ma più legato al concetto della molteplicità e del numero.
Nel nostro esempio, spesso usato nella lingua italiana, "in toto"esprime appunto il concetto della totalità e vale "in tutto", "in ogni parte" e anche "in generale". 
Es. "accettare in toto" equivale a "accettare in blocco, in tutto e per tutto, senza nulla escludere".

giovedì 27 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ad libitum.

L'espressione, pur appartenendo alla lingua latina, ci è pervenuta per via francese naturalmente attraverso l'iter della lingua dotta. Nei vocabolari scolastici difficilmente si trova il lemma "libitum", che in verità nel latino classico era usato più al neutro plurale  "libita", col significato di "talenti", "piaceri".
La forma "ad libitum" oggi molto frequente nella nostra lingua vale l'italiano "a piacimento", "a scelta".
Alla base c'è il verbo impersonale "libet-libuit libitum est-libere" = piace, fa piacere, è gradito, da cui "libido-libidinis" = passione sensuale, lussuria, libidine.

mercoledì 26 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ab initio (leggi "ab inizio"):

Il latino "initium- i" corrisponde all'italiano "inizio", "principio". Costruito con "a" o "ab" e l'ablativo, esprime un complemento di tempo che risponde alla domanda "da quando" "da quanto tempo" ? 
Quindi "ab initio" vale "da principio" e anche "daccapo". Dire "Cominciare "ab initio"  è lo stesso che  dire "Cominciare da principio", "Cominciare daccapo".

martedì 25 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ad multos annos:

Espressione augurale molto usata nella lingua italiana, letteralmente sarebbe  "a molti anni!" cioè "per molti anni".
E' un augurio di lunga vita, di lunga durata.

lunedì 24 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Post scriptum:

Letteralmente equivale all'italiano "dopo lo scritto", "dopo ciò che è stato scritto".
Lo scriviamo in calce a una lettera, spesso con la sigla P.S., come introduzione a qualcosa (un documento, un'appendice, una precisazione) che vogliamo aggiungere al testo già completo della lettera.

domenica 23 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ex voto:

Letteralmente vale "per dono votivo", "per offerta votiva".
E' un oggetto che i fedeli offrono a un santuario, a un altare, a un'immagine  in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta.

sabato 22 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ex aequo:

L'aggettivo latino "aequus-a-um" significa "pari", "uguale", quindi, quando in una gara ci sono due eccellenti concorrenti che stanno proprio a pari merito, non potendo, per un senso di giustizia, stabilire una graduatoria tra i due, si è soliti assegnare ad entrambi il primo premio, giustificandolo con la definizione "primo premio ex aequo", cioè "primo premio alla pari".

venerdì 21 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ex novo.

Espressione oggi molto usata anche nel linguaggio quotidiano; letteralmente corrisponde all'italiano "da nuovo", quindi "di nuovo". "da principio". Es. "rifare tutto ex novo". = "rifare tutto da principio". 

giovedì 20 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Verba volant:

Letteralmente in italiano vale: le parole volano(vanno via e non contano).
E' l'inizio del proverbio latino "Verba volant, scripta manent" =  "Le parole volano via, le cose scritte restano".
Si usa per chiedere a qualcuno di mettere per iscritto le sue affermazioni, richieste o condivisioni. 

mercoledì 19 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Deus ex machina:

E' la persona che vien fuori improvvisamente per risolvere una situazione difficile e intricata. In senso figurato indica anche chi lavora nascostamente, chi trama e fa tutto a suo vantaggio.
La locuzione(letteralmente "il dio dalla macchina") risale al teatro antico, quando da un marchingegno, sollevato da un argano, usciva improvvisamente sulla scena  un dio che accomodava tutte le questioni e  portava il dramma a soluzione e per lo più a lieto fine.

lunedì 17 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Coram populo:

"Coram" in latino è un avverbio, ma anche una preposizione coi significati di  personalmente, apertamente, davanti, alla presenza di.
Come preposizione regge il caso ablativo, come avviene nella nostra espressione che letteralmente significa "davanti al popolo", ma in senso lato equivale a "davanti a tutti", "in pubblico", "pubblicamente". Frequente il modo di dire "Lo dirò coram populo".

domenica 16 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'italiano.

Ab ovo:

L'espressione letteralmente significa "dall'uovo", ma in italiano viene usata per dire "dal principio", "dall'inizio". Tale significato risale all'antico uso romano di iniziare il pranzo dalle uova. 
D'altronde già in latino il modo di dire  "ab ovo usque ad mala" valeva sia "dall'antipasto alla frutta" che "dal principio alla fine".

sabato 15 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Auditorium:

E' un'altra voce dotta, quotidianamente usata, che l'uomo di cultura ha preso dalla lingua latina, trasferendola di sana pianta nella lingua italiana. Il latino l'aveva costruita sul verbo audio-is-ivi-itum-ire = udire, ascoltare e già nel '300 era il luogo destinato alle udienze, ma indicava anche il tribunale ecclesiastico della Sacra Rota. Oggi è la sala costruita con particolari accorgimenti per ottenere una buona ricezione acustica e vi si tengono concerti, conferenze o vi si svolgono programmi radiofonici e televisivi.


venerdì 14 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Factotum:
Voce latina molto usata in italiano anche nelle espressioni legate alla lingua familiare di tutti i giorni:
E' composta da "fac"  = " fa "  (ed è seconda persona singolare dell'imperativo del verbo "facio") e da totum  =  tutto; quindi è riferito a colui il quale in un ufficio, in un'azienda, in qualsiasi ambiente di lavoro, ha la confidenza ed è la persona di fatica del capo, e "fa un po' di tutto". 
Il termine in verità ha un'origine un po' burlesca, come ci dimostra la presenza dell'imperativo, ed ebbe la massima fortuna sia nella versione francese "factoton" diffusa con "L'Avaro" del Molière sia in quella, ritenuta italiana, ma, abbiamo visto, latina "factotum", diffusa con "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini.
Da "Wàrdj'e 'na vòta"
(Ancora sul Mese di Giugno)


Ku màken’e langélle se va fòre,
Con macchine(per irrorare) e brocche si va in campagna,
re tjémp’è bbéll’e lùstre kòm’a l’òre.
il tempo è bello e splendente come l’oro.
Sòtt’a re vràcce sta re mantacétte,
Sotto il braccio sta il soffietto,
fa kàute e se va sénza kauzétte.
fa caldo e si va senza calze.

mercoledì 12 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano,

Curriculum:

Il termine è latino, ma viene usato regolarmente nella lingua italiana nella sua veste originaria più frequentemente di quella italianizzata "curricolo".  E' la descrizione degli avvenimenti più importanti della vita o della carriera percorsa. Quante volte sentiamo parlare del "curriculum degli studi" o addirittura troviamo il vocabolo insieme a un'altra voce, pur essa latina: "curriculum vitae", il curricolo della vita. 
Etimologicamente è un diminutivo di "currus"  = il carro ed è naturalmente un voce dotta(è stata cioè presa direttamente dall'uomo di cultura nella lingua latina e trasportata nella lingua italiana). Ha avuto invece un destino di tradizione popolare nella lingua spagnola, dove "curriculum" è diventato "correjo" col significato di "corridoio nell'interno delle case", quello che in guardiese è chiamato "kurzèglja".

martedì 11 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Ultimatum:

Voce latina, nel linguaggio diplomatico è "l'intimazione definitiva e invariabile" che si dà al nemico prima di iniziare le ostilità.
Nel linguaggio comune "dare l'ultimatum" vale ""dare l'ultimo avviso", "dare l'ingiunzione definitiva",  che comporta, nel caso sia disattesa, una punizione o una rappresaglia. Esempio: "Mio padre mi ha dato un ultimatum: o mi metto a studiare o mi manderà a lavorare".
Su "ultimatum" è stato costruito l'aggettivo "ultimativo" = che ha carattere di ultimatum. Esempio: "Queste sono le mie richieste ultimative".

lunedì 10 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano,

Da  "albo" ad "Albina".

Abbiamo visto ieri come "album" passa a indicare la tavoletta bianca su cui scrivevano i magistrati; ben presto prende lo stesso nome anche la bacheca in cui sono affissi avvisi, decreti, bandi (albo comunale), il libro in cui sono segnati i nomi dei membri di una società, di un'accademia, di una categoria professionale (albo dei giornalisti)  ecc.

Ma da "albus, alba , album" derivano anche:

albume: la parte chiara dell'uovo e la riserva nutritiva contenuta nel seme di alcune piante;
albumina: sostanza organica proteica, importantissimo componente dei tessuti animali e vegetali;
alburno: strato bianchiccio che ogni anno si forma tra il legno e la corteccia dell'albero, trasformandosi poi in legno;
domenica in albis(depositis): la prima domenica dopo Pasqua nella quale, nei primi tempi del Cristianesimo, i neofiti deponevano la veste bianca indossata la domenica precedente, dopo il battesimo;
nomi  come Alba, Albano, Albino, Albina, nati tutti per indicare persone con carnagione bianca.

sabato 8 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

All' alba  è già affisso l 'albo.

L'aggettivo latino albus, alba, album significa bianco e la prima parola che derivò da esso fu "alba", da "lux alba" = luce bianca, luce chiara, proprio perché indica il primo "biancheggiare" del cielo, prima che spunti l'aurora con i suoi "petali di rosa".
Successivamente nascono:
albeggiare: il biancheggiare dell'alba;
albore: chiarore sul fare dell'alba.
Sempre sull'aggettivo "albus" si costruiscono:
albino, detto di chi ha, per mancanza di pigmentazione, ha pelle, occhi e capelli bianchicci fin dalla nascita;
albanella: falcone di palude dal piumaggio bianco; 
albaspina, altro nome del biancospino;
albo (pretorio): tavoletta bianca sulla quale si scrivevano i nomi dei magistrati o i pubblici avvisi.
                                                            (continua)

venerdì 7 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Ancora su "castrum":

Moltissimi nomi di città denotano la loro origine da accampamenti o piazzeforti romane e medievali:
Castelfidardo: da Castrum Fidardi = Fortezza di Fidardo;
Castelfranco: da Castrum Francum = Libera Fortezza;
Castelvetro e Castelvetere da Castrum Vetus = Antica Fortezza;
Castelvenere: da Castrum Veneris? = Castello di Venere?
Castellammare: da Castrum a mare = Fortezza dalla parte del mare;
Castrovillari : da Castrum Villarum = Fortezza di case di campagna;
Città di Castello = Città con Fortezza.
Anche in Francia, Germania e Inghilterra varie città derivano da castrum:
Kassel (Germania), Castres, Chatillon (Francia), Lancaster (Inghilterra).
Della stessa famiglia sono:
Castellano = comandante di un castello, abitante di un castello;
Castrense = dell'accampamento militare: vescovo castrense è il vescovo che ha sotto la sua giurisdizione reparti militari;
Accastellare = ammucchiare a forma di castello.


giovedì 6 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Da "castrum" a "castello".

Il latino "castrum" significa "fortezza" e il suo plurale "castra" equivale a "accampamento", "campo militare".
Quest'ultimo, "castra", ebbe nella lingua latina massima fortuna, tanto che assunse anche significati figurati come "campo dottrinario", "partito", "scuola filosofica"; (cfr. "Castra Epicuri" = la scuola filosofica di Epicuro, "In aliena castra transire" = passare nella fazione degli altri)).
Ma maggiore fortuna avrebbe avuto, dopo la caduta dell'Impero Romano, il suo diminutivo "castellum", che, nato col modesto significato di "rifugio ben difeso", sarebbe poi passato a indicare  il "castello" la "fortezza", la "cittadella residenziale" del sommo signore, il feudatario, e poi il "paese fortificato", la "rocca".

mercoledì 5 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Da "baculum" = bastone a "bacillo".

Il "baculum" in latino è il "bastone" e sta alla base dei vocaboli seguenti:

Latino medioevale "baculare" = "bastonare";

"bacchio" = lunga pertica usata per "bacchiare";

"bacchiare"  = percuotere i frutti sulla pianta col bastone per farli cadere a terra;

"abbacchiare" e "abbacchiarsi" = "avvilire e avvilirsi", proprio perché quando si è abbattuti si sta nelle stesse condizione di chi è "bastonato";

"abbacchio" = "agnello giovane macellato", quasi fatto a pezzi con un "bastone";

"baccello" = involucro dei frutti delle leguminose, quali fave e fagioli; latino tardo "baccillum" per il classico "bacillum", diminutivo di "baculum", in quanto il frutto fresco delle leguminose si presenta come un bastoncino;

"bacchetto" = "manico della frusta" e "cannuccia per i ferri da calza", sempre da "baculum" = bastone, passato nel latino volgare a "baccus", da cui poi anche "bacchetta", attraverso però il francese "baguette";

"imbecille": dal latino "imbecillis" = "sine baculo", senza bastone, senza sostegno, "che non vale niente";

"bacillo" = batterio; voce dotta, latino "bacillum", che, si è detto, è diminutivo di "baculum",  in quanto il batterio ha forma di "bastoncino".



 Il Miracolo della Cooperativa “La Guardiense”

Ke vìta se menàv’a re Sessànta!
‘Na mesérja pe’ la ggénte, tùtta qwànta:
Pe’ kòlp’e ‘na decìna de sangwétte,
sìva krepà, pùre se sìve ‘mpétte.

Dòppe n’ànne de stjénte e de sedòre,
‘ndebbetàt’e mmjéz’accìs’a tùtte l’òre,
d’arrakkòglje l’òr’èva kugnùta,
ma la pèna pe’ nnjént’’èva fenùta.

Pe vvènne sìva sta’ a la Stazjòne,
jettàte pe’ ne’ mèse llà, a pentòne,
e qwànde ‘ne pratòne po’ arrevàva,
ognune s’auzàva e skappellàva.

Ki èva chjù de r’àte affertenàte
a Ssànta Trèsa se vedèva sestemàte;
ma spìsse pùre dòppe San Paskàzje
l’ùwa’appèsa pe’ tànt’èva ‘ne stràzje.
Allòra la kurèglja t’astregnìve
e a la kàs’e re sanzàne te ne ìve:
Pe’ ppòke lìre tùtta l’uwecélla
tu re dìve ‘nzégn’a la pencenélla.

Ma de bbòtta, dòppe re Sessànta,
a tùtte ‘ne meràkule ce ‘nkànta:
A trentatré, penzénnela tal e qwàle,
te fànne ‘na Kantìna Socjàle.

A Ssànta Lecìja, dént’a la teràta,
ént’a nnjénte sta ‘na fràbbek’auzàta:
Qwànta vàsk’ e modérne makenàrje!
Mùst’e venàccja dappettùtte spàrje.

Da ‘ntànne è kagnàta finalmente
la vìt’e tùtta kèsta bbràva ggénte.
L’ammettìme: avìm’avè a ke ffa’ ku l’Iva,
da ke tenìme ‘sta Kuperatìva.

Ma n’àmma sta’, a la fìne d’ògn’annàta,
ku ‘na famìglja sémpe ‘nkujatàta,
pekkè l’ùwa nen ze tròva a vvènne,
e re cchjù ffèssa c’édda làssa le pènne.

 S’è fenùte de i a chjàgn’a la Stazjòne
e d’allekkà apprjéss’a re pratòne.
Nescjùne chjù da ‘ntànne se skappélla
e nenn’asìste chjù la pencenélla.




Da "Wàrdja Bbéll'e 'na vòta"
(Il mese di Giugno)

E tràse chjàne chjàne Kumpa’ Gjùgne,
Ed entra piano piano Compare Giugno,
se tjéne kàmp’a ghràne mo’ le skùgne;
se tieni campi a grano adesso lo trebbi;
pe’ la kampàgna stàme ‘ndaffaràte,
per la campagna stiamo indaffarati,
kùrete l’uwecélle, so’ sprewàte.
curati le uve appena germogliate. 

martedì 4 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Dal latino  "astrum" = astro all'italiano "disastro".

Derivano dal latino "astrum" = astro:
astrologia: studio degli astri per trarne auspici;
astrologo: studioso di astrologia;
astronomia: studio scientifico delle stelle e dei fenomeni celesti;
astronomo: studioso di astronomia;
strologare: da "astrologare" = almanaccare, indovinare per mezzo dell'astrologia;
disastro: composto di "dis" = contrario e "astro", equivale a "grave disgrazia attribuita agli influssi avversi degli astri". 

lunedì 3 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Da "linum" = lino a "tralignare".

Da "linum" = lino derivano le parole italiane:

linea (in origine "filo di lino" che serviva per tracciare un segno);
lineare (in origine "dritto come un filo di lino");
lineamenti ("tratti che costituiscono una figura");
delineare ("rappresentare con linee, tracciare, descrivere);
tralignare (composto di "trans" e "lineare", verbo costruito su "linea") = uscire dalla linea, degenerare, deviare.

domenica 2 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Da "domina" a "damigiana".

Il femminile di "dominus" è in latino "domina" = la signora, la padrona.
Nella lingua volgare, per caduta della i breve,  "domina" diventa  ben presto *domna, per passare poi per assimilazione mn > nn all'italiano "donna".
Il vezzeggiativo di  "domina" era in latino "dominicella" = la piccola signora, e poi la "piccola donna", che  in italiano diventa, *donnicella e più tardi, per influsso del francese, "donzella".
Sempre da "domina" nell'area linguistica gallica nacque "dama" = signora di nobile condizione e noto gioco che si fa sulla scacchiera; da "dama" nacque successivamente, anche per incrocio con "donzella" il diminutivo "damigella".
Alla stessa famiglia  di termini appartengono Madonna = mia donna, mia Signora, Madama = mia dama, mia Signora e Madamigella = mia damigella, signorina. Gli ultimi  nomi nascono per influsso del francese  dame, madame, mademoiselle.
Secondo alcuni linguisti dal francese "Dame Jeanne" = la signora Gianna(nome che sarebbe stato dato a una grossa bottiglia) viene la nostra parola "damigiana", la signora delle bottiglie; ma secondo altri "damigiana" deriverebbe dall'arabo "damagjan" = "recipiente di creta", così chiamato perché proveniente dalla città di  "Damagan", nel Tabaristan. Secondo il DEI invece "damigiana"  deriverebbe dal provenzale "demeg" = mezzo(come unità di misura), a sua volta dal latino *dimedius per"dimidius" = a metà(cfr francese "demi").

sabato 1 giugno 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Da "dominus" a "Domineddio".

"Dominus" in latino significa signore, padrone e dà origine a molte parole italiane: dominare(essere padrone, padroneggiare), dominante, dominatore, dominazione, dominio(proprietà del padrone, giurisdizione, diritto, potere), condominio(proprietà in comune con altri), demanio(proprietà dello Stato),don(titolo di ecclesiastici e nobili, abbreviazione dell'antico donno), Domenico(da Dominicus =  consacrato al Signore), Domenica(da Dominica dies = giorno del Signore), Domenicano(dell'Ordine di San Domenico), Domineddio (più raramente Domeneddio) (composto di Dominus e Deus = il Signore Iddio) (da Pittano).