sabato 31 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

 Sui generis:

Letteralmente sarebbe l'italiano "del suo genere", "di genere proprio" la locuzione è passata però a significare "strano,"tipico", "singolare", "particolare".

venerdì 30 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano:

Sine qua non:

Locuzione latina equivalente letteralmente all'italiano "senza la quale, no". E' usata nel linguaggio giuridico accanto al sostantivo "condizione"  e indica appunto la condizione senza la quale non è possibile un contratto, un atto ecc.
Esempio: "Questa è la condizione sine qua non per partecipare al concorso".

giovedì 29 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Ipso facto:

Letteralmente sarebbe "sul fatto stesso", ma nell'uso assume il significato di "lì per lì", "subito", "su due piedi".

mercoledì 28 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano:

Inter nos:

Corrisponde all'italiano  "fra noi" , assumendo spesso il significato di "in confidenza".






martedì 27 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Et cetera:

Letteralmente corrisponde  all'italiano "e tutte le altre cose", forma neutra di "ceteri, ae, a" = tutti gli altri. In italiano è usato come avverbio, di solito alla fine di un elenco, ed è scritto più comunemente nella forma "eccetera".

lunedì 26 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Alter ego:

Letteralmente sarebbe  "un altro io","un altro me stesso".  
E' in effetti un altro , una seconda personalità o persona all'interno di un soggetto, ma spesso si dice di una persona che sostituisce un'altra in tutto e per tutto.
Esempio: "E' il suo alter ego".

domenica 25 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Ad hoc:

Letteralmente vale "a ciò", "per questo", ma il vero significato è "appropriato", "appositamente", "a proposito".
Un "discorso ad hoc" significa appunto "discorso appropriato". L'espressione è molto usata nel linguaggio politico: "Commissione ad hoc"  vale "Commissione creata per studiare un determinato problema.".

sabato 24 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

"Ultima ratio"  o  "Extrema ratio":

E' un'espressione latina che letteralmente vuol dire "L'ultima ragione", "L'ultimo argomento", ma il vero significato è  "L'estrema ancora di salvezza in circostanze disperate o comunque difficili".
Questa locuzione fu spesso usata dai sovrani per imporre la loro volontà ai più deboli.
Luigi XIV fece mettere sui suoi cannoni l'iscrizione "Ultima ratio regum" per dire che, quando si temevano subbugli popolari, l'ultimo argomento dei re era il cannone. Federico il Grande non fu da meno quando fece scolpire sui suoi cannoni la scritta "Ultima ratio regis" (L'ultimo argomento del re). Tale frase fu usata nel 1516 anche dal reggente dei regni di Aragona e Castiglia, cardinale Francisco Ximenés, che la pronunciò mostrando agli avversari le sue truppe e i suoi cannoni. Eccessiva considerazione di se stessi e inopportuna disistima degli altri!

venerdì 23 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

In extremis:

E' parte dell'espressione "In extremis vitae" che equivale all'italiano "Negli estremi momenti della vita".
Per estensione "In extremis" è passato a significare "Alla fine", "All'ultimo momento".
Esempio: "L'ho convinto in extremis": "L'ho convinto all'ultimo momento".

giovedì 22 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

A posteriori:

Letteralmente è l'italiano "da ciò che è posteriore".
Nel linguaggio filosofico equivale a "dopo l'esperienza" e per estensione si riferisce a giudizi espressi dopo che si è verificato qualcosa, come nell'espressione "giudicare a posteriori".

mercoledì 21 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

A priori:

Letteralmente è l'italiano "ciò che è prima". 
L'espressione è usata nel linguaggio filosofico col significato di "anteriormente all'esperienza dei sensi", cioè "indipendentemente dai fatti". Per estensione si riferisce a giudizi autoritari, assoluti, che non tengono conto dei fatti. 
Esempio: "Un giudizio dato a priori spesso non è esatto".

martedì 20 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.


A fortiori:

Si sottintende il termine ratione. La  locuzione latina "A fortiori ratione" letteralmente equivale all'italiano "Da una ragione più forte", "Secondo una più forte ragione", fino a diventare il nostro "A maggior ragione".
La locuzione "A maggior ragione", molto diffusa nell'antica Roma e ancor oggi nel linguaggio giuridico e filosofico, sottintende l'uso di un ulteriore argomento che viene portato in una discussione per rafforzare una tesi già di per sé valida e comunemente accettata.


lunedì 19 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Ab imis fundamentis:

Letteralmente significa "dalle più profonde fondamenta".
E' una locuzione che nel linguaggio comune viene oggi usata nel senso di "da capo a fondo"; infatti abbastanza diffusa è l'espressione "rinnovare ab imis", che equivale a "rinnovare da capo a fondo". 

domenica 18 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Ad maiora:

Letteralmente equivale all'italiano "A cose più grandi" "A cose maggiori".
E' l'auspicio che si rivolge a chi ha ottenuto una carica o ha avuto un successo, augurandogliene dei più grandi. 

sabato 17 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

"Qui sta il busillis!":

Espressione molto usata per dire: "Qui sta la difficoltà!" ,"Qui sta il problema di difficile soluzione!"
Per comprenderne l'origine occorre sapere quanto è narrato in una novelletta medioevale:
Uno studente un po' ignorante, durante un esame, si vide mettere sotto gli occhi dal professore un brano del Vangelo che cominciava con le parole "In diebus illis..." = "In quei giorni...".
Il ragazzo lesse "Indie busillis..." . Poi si sforzò di tradurre. Disse: "Le Indie", ma, non riuscendo ad andare avanti,  si fermò, ci pensò un poco e infine, spazientito, esclamò: "Busillis: qui sta il difficile!". 
Nasceva così una nuova espressione "busillis", col significato di "problema irto di difficoltà".

venerdì 16 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Rebus:

E' ablativo plurale di "res-rei"  e letteralmente significa "con le cose"; in realtà è una forma accorciata della frase latina "Sententia rebus, non verbis expressa" che equivale all'italiano "Pensiero espresso con cose, non con parole". 
Il rebus  è perciò una specie di indovinello che si risolve interpretando determinate lettere poste su figure. 
Essendo un indovinello di non facile risoluzione, il termine "rebus" è passato anche a a indicare "una cosa difficile da interpretare".
Esempio: "Questo caso è un bel rebus".

giovedì 15 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Sine die:

Letteralmente l'espressione vale "senza giorno" ed è usata per dire  "senza una data indicata". Esempio: "La seduta è stata rimandata sine die", senza stabilire cioè una data precisa. In tono scherzoso sostituisce l'altro modo di dire "alle calende greche", cioè "un giorno che non verrà mai".

mercoledì 14 agosto 2013

 Stralcio dal mio "La Festa dell'Assunta": II Parte

Rǝ mǝméntǝ kǝ però tòkka rǝ kòrǝ
Il momento che però tocca il cuore
è r’inkòntr’e la Madònn’e rǝ battjéntǝ:
è l’incontro della Madonna e dei battenti:
Nǝ frìddǝ pǝ’ lǝ špàllǝ tu tǝ sjéntǝ,
Un freddo per la schiena tu ti senti,
vǝdénnǝr’addǝnǝcchjàt’a kka e a llà.
vedendoli inginocchiati di qua e di là.

A la ‘mprǝvìsa po’ nǝ’ rǝ vìtǝ chjù:
All’improvviso poi non li vedi più:
Fùjǝnǝ pǝ’ lǝ’ kàs’e rǝ parjénta,
Scappano per le case dei parenti,
sǝ lévǝnǝ kappùccj’e vǝštǝmjénta,
si tolgono cappuccio e vestimenti,
ka ‘mborghèsǝ l’Assùnt’ànn’a pǝrtà.
ché in borghese l’Assunta devono portare.

Akkussì, méntrǝ lǝ sòlǝ sǝ nǝ kàla,
Così, mentre il sole se ne cala,
sǝ tòrna n’àta vòt’a rǝ Santwàrjǝ;
si torna un’altra volta al Santuario;
è fǝnùtǝ pǝ’ tùttǝ rǝ kalvàrjǝ,
è finito per tutti il calvario,
la štàtw’è rǝ mǝmént’è kunzǝgnà.
è(giunto) il momento di consegnare la statua.

Sàntǝ Leunàrdǝ è remàštǝ ‘mbambolàtǝ
San Leonardo è rimasto frastornato
da la Fèdǝ dǝ tùtta kèšta ggéntǝ
dalla Fede di tutta questa gente
e l’arràggj’e la matìna chjù nǝn séntǝ
e la rabbia del mattino più non sente
pǝ’ la kappélla kǝ rǝ stànn’a traškurà.
per la cappella che gli stanno a trascurare.

E ognunǝ, dòppǝ l’ùtem’orazjònǝ,
E ognuno, dopo l’ultima orazione,
chjànǝ chjànǝ sǝ n’attòrn’ a la kàsa;
piano piano fa ritorno a casa;
štànqw’e kuntjéntǝ la famìglja vàsa,
stanco e contento bacia i familiari,
ka chjù lljéggjǝ e pelìt’a dèntǝ šta.
ché più leggero e pulito si sente dentro.

La sèra, pǝ’ lǝ fatìk’e la jǝrnàta,
La sera, per gli sforzi fatti nel corso del giorno,
sǝ v’a lljéttǝ chjù prjéšt’e la allìna,
si va a letto più presto delle galline,
ògnǝ ssìgnǝ dǝ špugnétt’o dǝšcǝbblìna
ogni segno di “spugnetta” o di “disciplina”
la nòttǝ štèssa sǝ šta a kancellà.
la notte stessa sparisce completamente.

E kìšt’è rǝ mǝràkul’e l’Assùnta:
E questo è il miracolo dell’Assunta:
Ognǝ ssétt’ànnǝ rǝ qwòrpǝ tǝ tǝrmjéntǝ,
Ogni sette anni il corpo ti tormenti,
rǝ jwòrn’apprjéssǝ, pǝlìt’e sénza njéntǝ,
il giorno successivo, pulito e senza cicatrici,
rǝ pekkàtǝ ‘ntǝ šta chjù a ‘ntrǝmǝntà.
il peccato non ti sta più a tormentare.

Avvǝqwàt’e rǝ mègljǝ prǝfǝssùra
Avvocati e i migliori professori
pǝ’ mmìsǝ sànǝ fànnǝ diškussjònǝ;
per mesi interi stanno a discutere;
rǝ ggjornàl’e la televisjònǝ
i giornali e la televisione
pǝ’ rǝ bbattjénta štànn’a lǝtǝkà.
sui battenti stanno ad accapigliarsi.

Ki dìcǝ ka kèšta nǝnn’è Fèdǝ,
Chi dice che questa non è (vera) Fede,
kakkǝdùnǝ cj’akkùs’e arretratèzza,
qualcuno ci accusa di arretratezza,
sénza pǝnzà a tùtta la prjèzza
senza pensare a tutta quell’ebbrezza
kǝ trǝ kkòsǝ sultàntǝ sànnǝ dà:
che tre cose soltanto sono in grado di dare:

L’appartǝnénz’a la Wàrdja BBélla,
L’appartenere alla comunità di Guardia bella,
‘nǝ kàrǝ us’antìqwǝ kǝ mmàjǝ mòrǝ
una cara tradizione che mai muore
e la Fèdǝ kǝ cǝ šta dént’a rǝ kòrǝ
 e la Fede che ci sta nel profondo del cuore
pǝ’ l’Assuntìna kǝ dǝ tùtt’è la Mammà.
per l’Assunta che di tutti è la cara Madre.


Latino, lingua viva nell'Italiano.

In media res:

L'espressione, molto cara a Orazio, significa letteralmente "In mezzo alle cose" . Viene usata per invitare qualcuno a entrare  subito "nel vivo dell'argomento", a "non cominciare troppo da lontano", a "non girare intorno al problema senza affrontarlo".
Stralcio dal mio "La Festa dell'Assunta"

...................................................................

Ma ggjà špònta rǝ qwàtrǝ chjù ašpǝttàtǝ,
Ma già appare il quadro più atteso,
kìll’ e San Gǝròlǝmǝ Pǝnǝténtǝ;
quello di san Gerolamo Penitente;
da sémp’è attiràtǝ tànta ggéntǝ.
da sempre ha attirato tanta gente.
Da tùttǝ rǝ mùnnǝ so' vǝnùtǝ kka:
da tutto il mondo sono venuti qua.

‘Nǝ vǝcchjarjéllǝ ku ‘na prèta ‘mmànǝ
Un vecchietto con un sasso in mano
šta ‘mpǝsǝmàtǝ sòtt’a ghròssa kròcǝ;
procede in posa sotto una gran croce;
rǝmbòmba la lǝtanìglja a ùna vòcǝ:
rimbomba la litania all’unisono:
So’ rǝ bbattjénta ke štànnǝ gjà a šfǝrà!
Sono i battenti che stanno già a sfilare.

E ognunǝ, ént’a kàmǝcj’e kappùccǝ,
E ognuno, dentro camice e cappuccio,
sǝ dàllǝ ‘mpjéttǝ ki a ddrìtt’e ki a mmànqwǝ.
si percuote il petto chi a destra e chi a sinistra.
‘Na špǝgnǝtélla ‘mmànǝ, e qwànta sàngwǝ!
Una spugnetta[1] in mano, e quanto sangue!
Rǝ pǝkkàtǝ akkussì s’ànn’a škuntà.
I peccati così si devono scontare.

‘Nǝ sǝlénzjǝ rǝntròna dappǝttùttǝ,
Un silenzio rintrona dappertutto,
‘nǝ šcjùšcjǝ frìddǝ tǝ nàšc’ént’a rǝ kòrǝ,
un soffio gelido ti nasce dentro al cuore,
tǝ pès’e nǝn ‘nzàp’ašcì da fòrǝ:
ti pesa dentro e non riesce ad uscire fuori:
‘n’addòr’è vìnǝ tǝ šta a ‘mbrjaka’.
Mescolato a un odore di vino ti sta a inebriare.

La lǝtanìglja dǝ la kàra Ggjovannìna
La litania della cara Giovannina
afférra e sǝ trašcìna kìšt’e kìssǝ;
afferra e trascina con sé questo e (codesto) quello;
kùpǝ rǝmbòmba “Ora pro nobbìssǝ”,
cupo rimbomba “Ora pro nobis”,
sǝdòr’e ssàngwǝ štrìzz’a kka e a llà.
Sudore e sangue sprizza di qua e di là.

E, méntrǝ kèlla màcchja jànka sàllǝ,
E mentre quella macchia bianca sale,
rǝ tjémpǝ pàrǝ ka nǝn pàssa màjǝ:
il tempo sembra che non passi mai:
E’ ‘nǝ menùt’o n’òra? Nǝ’ lǝ sàjǝ!
E’ un minuto o un’ora? Non lo sai!
‘Nkòpp’a la mòrtǝ tǝ mìttǝ tu a pǝnza’! ...............
Sulla morte ti metti a meditare.



[1] Spugnetta: strumento di penitenza usato dai battenti; consiste in un  sughero di damigiana in cui sono conficcati una trentina di spilli che lacerano il petto, facendolo sanguinare. 

martedì 13 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Est modus in rebus:

Frase di Orazio, significa letteralmente "C'è una misura nelle cose". La usiamo quando vogliamo invitare qualcuno alla moderazione.

lunedì 12 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Dies Dominica:

Letteralmente è "Il giorno del Signore", "giorno del Dominus", reso, sottintendendo  "dies",  con  "Domenica", giorno in cui si interrompono le attività lavorative quotidiane, per dedicarsi alla cura dello spirito.

domenica 11 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano

Veneri dies:

Letteralmente corrisponde all'italiano "Il giorno di Venere", diventato in italiano "Venerdì" , il quinto giorno della settimana, dedicato alla Cipride Afrodite, dea della bellezza e dell'amore. 

sabato 10 agosto 2013

Latino, lingua viva nell'Italiano.

Iovis dies:

Letteralmente è "Il giorno di Giove", il quarto giorno della settimana, dedicato alla somma divinità, il Padre degli dei e degli uomini, Zeus o Giove. Nella sua evoluzione nella lingua italiana l'espressione è diventata "Giovedì".