Risposta all'indovinello di oggi: "La resìbbela".
Bravissime le amiche Vincenza e Giovanna che hanno riportato la formula "magica" per curare il male della "ersipola". La trascrivo nella forma più vicina al guardiese:
"Se bélla kòm'a 'na rosa, (si manifesta infatti con macchie brillanti di colore rosso)
me pùgne kòm'a 'na spìna, (provoca irritazioni e pruriti insopportabili)
te pàsse ku prèta ròssa, ((per tre volte nel corso della giornata bisognava passare sulla parte malata, segnando delle croci, con la corniola, anello con gemma di calcedonio, pietra preziosa di colore rosso sangue)
e te òngwe ku wòglje d'awrìva". (si praticava un balsamo con olio di oliva per lenire il dolore).
Il termine "
resìbbela" è preso dal latino "
erysipelas", a sua volta dal greco
"erysipèlas" = dermite infettiva a macchie rosse, provocata dallo Streptococcus Pyogenes. Alla base del termine c'è il verbo greco
"erèutho" = sono rosso(confronta lat. "
ruber" = rosso).
La malattia è accompagnata ba brividi, cefalea e dolore nella parte in cui è entrato il germe, e l'infezione è abbastanza seria per le sue possibili complicazioni anginose, nefritiche e setticemiche.